IL primo scopo di questo blog e di pubblicizzare i miei romanzi. E farmi conoscere nel mondo in quanto scrittore. E come individuo. Il resto verrà da se. Massimo Spada
martedì 22 giugno 2010
lunedì 21 giugno 2010
mercoledì 31 marzo 2010
La Residenza del Diavolo

LA
RESIDENZA
DEL
DIAVOLO
di
Massimo Spada
Premessa
Chiedo scusa ai lettori, per i toni crudi di questa storia.
Non perché io mi vergogni di ciò che scrivo, anzi, la mia mente riesce a vedere e dire cose e frasi peggiori. Solo che a volte mi dimentico che un giorno, (spero presto), quello che ho scritto verrà letto da qualcuno. Io scrivo solo ed esclusivamente per me stesso, non cerco l’ approvazione di nessuno, percui, se siete persone dolci, affettuose e buone, non potrete apprezzare certamente la crudeltà e la cattiveria di questo manoscritto.
Non accusatemi di sadica crudeltà!
Il mondo in cui viviamo è corrotto e crudele. Anche se gli uomini si ostinano a trovare delle scuse a questo stato di cose, io, non ne trovo di plausibili: nessuna può essere accettata. Ad ogni modo, ognuno è libero di pensarla come meglio crede.
Tutta l’opera è di pura fantasia; non esistono prove che ciò di cui tratta sia vero. Non ho mai incontrato personaggi simili nella realtà, e del resto sarebbe impossibile per uno come me credere ai “Demoni”. Io sono “Ateo”, non accetto l’esistenza né di “Dio”, né del “Diavolo”.Queste sono creature fantastiche che le credenze e le paure degli uomini hanno alimentato nell’arco dei secoli, e così sarà per sempre, finché ci sarà l’uomo sulla terra, finché ci saranno la fantasia e la paura, finché il tempo non deciderà di fermarsi e la terra di esplodere.
La vicenda si svolge nel nostro tempo perché possa assumerne il fascino particolare, ma certo non mancheranno riferimenti al passato, seppur inventati, per dare quel sapore antico al quadro moderno da me dipinto, spero, con la stessa abilità e arte degli scrittori di cui ho letto ed ammirato tanto le opere.
Ma questo lo lascio giudicare a voi, amici miei. Mi auguro che siate onesti, quanto lo sono stato io con i miei predecessori.
Buona lettura… Buona paura!… o emozione.
13/11/2001
Massimo Spada
Prologo
“Satana”, seduto sul suo trono, guarda soddisfatto giungere i suoi nove “Re”, ed i prescelti che verranno mandati sulla terra per principiare l’opera di conquista del male.
Il primo dei suoi re, “Lucifero” (Il Portatore di Luce), è quasi giunto all’altare di pietra dove avverrà il rito sacrificale; dietro di lui, “Iblis” e “Qatesh”. Il principe “Iblis” (L’Insidioso), col suo sguardo triste e gli occhi colmi di lacrime, la sua bellezza pari a quella di “Lucifero”, sembra docile e indifeso ad un occhio inesperto.
“Satana” sa che non è così: ha scelto lui perché ne conosce le insidie.
La marchesa “Qatesh” (L’Amante Malefica) avanza accanto al principe, bellissima e sinuosa come non mai; il lungo vestito rosso, con due singolari scollature che lasciano scoperte le spalle bianche e perfette, e, lasciando intravedere i seni fiorenti, scendono sul piatto ventre fino all’ombelico, fino alla fine della spina dorsale, scende come una fascia sui fianchi e sulle lunghe cosce, visibili per gli esorbitanti spacchi sui lati.
Dietro di loro, disposti in due file parallele, gli altri otto “Re”: Belzebù (Il Signore delle Mosche), Asmodeo (Il Serpente), Astarotte (Il Menzognero), Belfagor (Il Sole Putrescente), Baal (Il Guerriero), Mefistofele (L’Astuto), Adramelek (Il Tristo Consigliere) e l’unica regina, Lilith (La Grande Madre).
Il resto della corte è sparso a destra e a sinistra del corteo centrale. Oggi è un giorno di festa per tutti loro.
Finalmente il corteo arriva all’altare di pietra posto ai piedi di “Satana”. “Lucifero” si prostra di fronte al suo Signore, poi volta le spalle per prendere posto davanti all’altare, rivolto alla corte. Quindi, con gesti solenni, riceve dalle mani di due suoi subalterni il primo dei sette agnelli sacrificali. Si volta nuovamente verso “Satana” ed innalza sopra la sua testa l’agnello. Resta così immobile, aspettando l’approvazione dell’Imperatore a continuare il rito; dopo un suo cenno d’assenso, si rivolge nuovamente ai due prescelti, depone sull’altare l’animale, ne lega le zampe con una catena e, preso il pugnale con l’elsa di osso umano, che serve per i sacrifici infernali, lo affonda lentamente nel ventre dell’agnello, squarciandolo fino al petto, poi ne allarga le parti per far uscire meglio il sangue, che scorre caldo sulla pietra fino a giungere alle sue estremità e stilla qualche goccia per terra.
“Satana” osserva senza battere ciglio: vuole accertarsi che i suoi prescelti siano adatti all’impresa che devono compiere.
Ma né “Iblis” né “Qatesh” sembrano vacillare, almeno non per ora.
“Lucifero” continua imperterrito a celebrare il rito. Dopo aver liberato l’altare dai resti dell’animale, passa al secondo agnello. La scena si ripete fino al settimo: ora la pietra è sommersa dal sangue.
“Lucifero”, con voce forte e chiara, guardando i due prescelti, continua il rito e declama:
- Cerchio di Fuoco!… Battesimo di Sangue!… Il settimo agnello è stato sgozzato… Il libro della vita mi si apre davanti e vedo città allagate dal sangue… Uomini che vendono i loro simili per niente… Madri che sgozzano i propri figli e ne bevono il sangue ancora caldo, per puro divertimento… La terra ci appartiene, siamo i padroni di tutto… E’ arrivato il tempo di popolare il mondo con la bellezza e la supremazia del Male… dominarlo con il terrore… Siete disposti a cominciare l’opera, e a portare a buon profitto il compito che vi è stato assegnato?… Ricordate che… Il male che gli uomini fanno non muore mai… Non dovete avere nessuna pietà per loro, poiché loro non ne avrebbero per voi, se scoprissero chi siete e da dove venite… Allora?… Rispondete al vostro Signore. -
- Non avremo nessuna pietà per quelle genti… Gli umani non sono come noi… Sono esseri impuri… inutili vite che esistono solo per essere torturate e spezzate… sono i nostri giocattoli, che distruggeremo quando ci saremo stancati di giocare… -
“Satana” sorride e guarda soddisfatto “Iblis” e “Qatesh” formulare il giuramento sull’altare satanico.
Partiranno dagli Inferi per insediarsi nel corpo di due bimbi umani e soggiornare sulla terra fino a che, al loro prossimo incontro, come esseri umani, inizieranno il rito previsto di sacrifici, lussuria e crudeltà che aprirà le nove porte dell’inferno, ubicate sulla terra, per permettere agli altri demoni di raggiungerla, per seminare il terrore, l’odio e la sete di sangue tra gli uomini.
“Satana” è contento di “Lucifero”, il primo dei suoi “Re”, a cui ha dato il compito di dirigere il rito. Questi, mentre ubbidisce al suo “Imperatore”, guarda serio “Iblis”, uno dei nove principi dell’Inferno, colui che spesso per l’aspetto bellissimo viene scambiato con “Lucifero”. Il re non ha dubbi che questi riuscirà a portare a termine l’impresa.
“Iblis” ha modi così dolci e piacevoli e saprà insegnare la “Dolcezza del Male e il Piacere del Delitto” agli uomini, a cui sono già propensi per natura. Del resto la sua compagna, “Qatesh”, la marchesa della corte di “Satana”, non sarà da meno: è una donna bellissima, dai lunghi e neri capelli fluttuanti, gli occhi verdi e furbi; il miele delle sue parole riesce ad instillare in chi lo beve il desiderio incontrollabile di diventare un Demone. Entrambi hanno tutte le carte in regola per portare a buon fine il compito che è stato affidato loro.
No ci sono dubbi: questa volta la terra sarà nelle mani di “Satana”, e “Dio” non potrà fare nulla per salvare quegli inetti umani che, tanto buoni a parole, sono sempre pronti a colpire chi stia loro accanto.
Un ghigno appare sul volto di “Satana”. Sa benissimo che questa volta l’inganno da lui ordito scuoterà ferocemente la terra. Gli uomini amano fare il “Male”, basta dar loro la spinta giusta e sgravarli dai rimorsi.
“Lucifero” continua il rito.
- Cosa vi chiede “Satana”, in cambio della fiducia che vi accorda e del favore che vi fa permettendovi di andare sulla terra e di rimanervi per un po’ di tempo? -
- Ci chiede di trascorrere i primi anni una vita normale. come esseri umani, finché non ci saremo rincontrati… Quando ciò sarà avvenuto, ci chiede di instillare il seme del male negli uomini di tutte le nazioni della terra, affinché si possano riaprire le nove porte infernali ed Egli possa regnare sovrano fra quegli agnelli sacrificali che aspettano solo di essere sgozzati! – rispondono all’unisono “Iblis” e “Qatesh”. I loro occhi mandano lampi rossi e sui loro volti si legge chiaramente il desiderio di sangue.
Ora anche “Lucifero” sorride soddisfatto, come il suo “Imperatore”.
Il tempo è giunto.
“Iblis” e “Qatesh” s’inginocchiano davanti all’altare, su cui l’ultimo agnello è stato appena sgozzato, ed insieme iniziano a leccare la pietra sporca di caldo sangue. Le loro belle labbra si colorano di porpora. Con le dita se ne ridisegnano i contorni. Poi, la loro attenzione si rivolge di nuovo all’altare, si inginocchiano e leccano il sangue con voluttà fino a che le loro bocche s’incontrano, ed ognuno inizia a lambire il viso sporco di sangue dell’altro.
- Basta così!!! – intima “Satana” – Ora dovete andare… Aspetterò il compimento della vostra missione… Non deludetemi! -
Sì, mio Signore! – è la risposta di entrambi.
* Si avvertono i lettori che questa è un opera di fantasia, ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale.
sabato 2 gennaio 2010
QUELL'UNO NELLO SPECCHIO

QUELL'UNO NELLO SPECCHIO
(Scritta da Michael Jackson)
Volevo cambiare il mondo, così un giorno mi alzai e mi guardai allo specchio.
-"Non c'è più tempo.
La terra sta soffrendo.
I bambini muoiono di fame.
Le nazioni sono divise dall'odio.
L'acqua e l’aria sono inquinate gravemente.
Fa’ qualcosa!”, mi disse l'immagine riflessa nello specchio.
Era tutto un caos, una tragedia, un disastro.
Anch’io la pensavo così.
Non ero forse terrorizzato anch’io, come lui, da tutto ciò?
Il pianeta continuava ad essere sfruttato e gettato via.
Mi venne il panico ad immaginare che alla vita terrestre poteva rimanere una sola generazione.
Non mi fu difficile trovare brava gente che, come me, voleva risolvere i problemi del pianeta.
Quando ascoltai le loro proposte, pensai, ‘C’è tanta buona volontà, qui, tanto interesse.
La notte, prima di andare a letto, l’immagine nello specchio aveva lo sguardo serio.
-“Si potrebbe fare veramente qualcosa”, mi disse, “se ognuno facesse la sua parte”.
Ma non tutti fanno la loro parte.
Alcuni la fanno, ma riusciremo a fermare la corrente?
Davvero il dolore, la fame, l’odio e l’inquinamento stavano per essere risolti?
Non bastava desiderare di cambiare il mondo per risolvere i problemi, lo sapevo.
Quando, il mattino dopo,mi alzai, l’immagine nello specchio sembrava confusa.
-“Forse non c’è speranza”, sospirò.
Il suo sguardo si fece ambiguo, poi sollevò le spalle. “Ma io e te sopravvivremo. Almeno noi stiamo bene”.
Mi sentii strano sentendolo parlare così.
Qui c’era qualcosa di molto sbagliato.
Mi venne un sospetto: e se quello nello specchio non fossi io?
Si sente separato da me.
Vede i problemi là fuori, ma non gli interessa se verranno risolti o no.
Lui continua per la sua strada.
Ma io non sono d’accordo, non sento quei problemi là fuori.
Li sento dentro di me.
Un bambino che piange in Etiopia, un gabbiano che si strugge immerso nel petrolio
un gorilla di montagna inseguito dai cacciatori
un giovane soldato che trema di paura sotto il rombo dei caccia
Non avvengono forse anche in me quando vedo e sento queste cose?
La volta successiva, quando guardai lo specchio, l’immagine stava sparendo.
Dopo tutto si trattava solo di un’immagine.
Era la figura di una persona sola, rinchiusa in un assemblato di pelle e ossa.
-“Davvero credevo fossi me?”, iniziai a chiedermi.
Io non sono così separato e spaventato.
Il dolore della vita mi tocca, ma la gioia della vita è molto più forte.
E basterà lei per guarire.
La vita cura la vita, e il meglio che possa fare per la terra è essere il suo figlio amoroso.
L’immagine nello specchio iniziò a vacillare.
Non aveva mai pensato all’amore.
Era molto più facile vedere i problemi, perché amore significa prima di tutto essere onesti con se stessi. Ahi!
-“Amico”, sospirai, “credi che qualsiasi problema possa essere risolto senza amore?”.
-“È forse l'amore più reale del dolore?”, chiese lui
-“Non ne sono sicuro. Ma può darsi. Scopriamolo!”, dissi.
Con un sorriso toccai lo specchio.
“Non dobbiamo essere più soli. Vuoi essere il mio compagno? Sento che sta per iniziare una danza. Vieni”.
L'immagine allo specchio sorrise timidamente.
Iniziava a capire che potevamo essere veri amici.
Potevamo essere più in pace, più amorevoli, più onesti con noi stessi.
Può questo cambiare il mondo?
Penso di sì, perché Madre Terra vuole la nostra felicità e vuole essere amata.
Ha bisogno di gente forte al suo fianco, il cui coraggio nasca dalla consapevolezza di essere una parte di lei, come un bambino ha il coraggio di camminare perché sa che sua madre è pronta a prenderlo.
Quando quell’immagine allo specchio ed io siamo pieni d'amore, non c'è spazio per la paura.
Quando eravamo spaventati e in preda al panico, non riuscivamo più ad amare questa nostra vita e la terra.
E ci separavamo.
E poi, come può qualcuno che è diviso correre in aiuto della terra?
La terra sta cercando di comunicarci i suoi bisogni, ma noi non l’ascoltiamo e finiamo per aver paura.
Una cosa so per certo: quando sono consapevole di essere figlio della terra, non mi sento solo.
Finché so che tutte le cose viventi sono in me, non ho bisogno di appigliarmi alla mia sopravvivenza.
I bambini e il loro dolore, i bambini e la loro gioia.
L’oceano rigonfio sotto il sole, l’oceano che piange petrolio nero.
Gli animali terrorizzati dalla caccia, gli animali che scoppiano di pura gioia di essere vivi.
Questo senso del mondo in me è ciò di cui ho bisogno.
Quello nello specchio ha ancora dei dubbi ogni tanto.
Così io cerco di essere amorevole con lui.
Ogni giorno tocco lo specchio e sussurro, “Oh, amico, sento la danza. Vuoi essere mio compagno? Dai”.
sabato 17 ottobre 2009
Will You Be There

Will You Be There
Hold me
Like the river Jordan
And I will then say to thee
You are my friend
Carry me
Like you are my brother
Love me like a mother
Will you be there?
When weary
Tell me will you hold me
When wrong, will you mold me
When lost will you find me?
But they told me
A man should be faithful
And walk when not able
And fight til the end
But I'm only human
Everyone's taking control of me
Seems that the world's
Got a role for me
I'm so confused
Will you show to me
You'll be there for me
And care enough to bear me
(Hold me)
(Lay your head lowly)
(Softly then boldly)
(Hold me)
(Love me and feed me)
(Kiss me and free me)
(I will feel blessed)
(Carry)
(Carry me boldly)
(Lift me up slowly)
(Carry me there)
(Save me)
(Heal me and bathe me)
(Softly you say to me)
(I will be there)
(Lift me)
(Lift me up slowly)
(Carry me boldly)
(Show me you care)
(Hold me)
(Lay your head lowly)
(Softly then boldly)
(Carry me there)
(Need me)
(Love me and feed me)
(Kiss me and free me)
(I will feel blessed)
In our darkest hour
In my deepest despair
Will you still care?
Will you be there?
In my trials
And my tribulations
Through our doubts
And frustrations
In my violence
In my turbulence
Through my fear
And my confessions
In my anguish and my pain
Through my joy and my sorrow
In the promise of tomorrow
I'll never let you part
For you're always in my heart
TRADUZIONE
Stringimi
come il fiume Giordano
e così allora ti dirò
che sei un mio amico
portami
come se fossi mio fratello
amami come farebbe una madre
ci sarai?
stancare
dimmi, mi stingerai a te?
quando sbaglio, mi darai direzione?
quando sono smarrito, mi troverai?
ma mi hanno detto
che un uomo dovrebbe essere fedele
e dovrebbe camminare anche se non può
e combattere fino alla fine
ma sono solo umano
tutti mi stanno controllando
sembra che il mondo
abbia un ruolo per me
sono così confuso
mi farai capire
sarai lì per me
e ti occuperai abbastanza da sopportarmi?
(stringimi)
(abbassa la testa)
(gentilmente)
(portami là)
(stringimi)
(amami e nutrimi)
(baciami e liberami)
(mi sentirò come benedetto)
(portami)
(portami con decisione)
(sollevami lentamente)
(portami là)
(salvami)
(guariscimi e lavami)
(dimmi dolcemente)
(ci sarà)
(sollevami)
(sollevami lentamente)
(portami con decisione)
(dimostrami che mi ami)
(stringimi)
(abbassa la testa)
(dolcemente poi con decisione)
(portami là)
(abbi bisogno di me)
(amami e nutrimi)
(baciami e liberami)
(mi sentirò come benedetto)
nei momenti più bui
nella mia disperazione più profonda
mi vorrai ancora bene?
ci sarai?nelle mie difficoltà
nei dubbi e nelle frustrazioni
nella mia violenza
nella mia turbolenza
nella paura e nelle mie confessioni
nell'ansia e nel dolore
attraverso la mia gioia ed il mio dolore
nella promessa di un altro giorno
non ti permetterò mai di andartene
perchè sei sempre nel mio cuore
P.S. Questa è la mia canzone preferita di Michael Jackson!
giovedì 1 gennaio 2009
01/ 01/ 2009
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Personaggio creato da me in un'altra storia
